Il presidente francese Macron contestato a Tunisi dal Comitato tunisino per la liberazione di Georges Ibrahim Abdallah

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Ieri pomeriggio il Comitato per la Liberazione di Georges Ibrahim Abdallah-Tunisia è sceso in piazza per contestare il presidente francese Macron durante la sua “passeggiata” per le vie della Medina araba di Tunisi. Tra gli slogan “Macron assassino! Libera Abdallah” e “Abbasso l’imperialismo francese ed il sionismo”.

Georges Ibrahim Abdallah, militante e comunista libanese del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina è detenuto in Francia da 34 anni nonostante tecnicamente possa godere della grazia da parte del ministro della giustizia francese.

Dopo un tentativo della polizia di bloccare i manifestanti (vedi video qui)

il Comitato è riuscito a fare arrivare il messaggio forte e chiaro direttamente a Macron (vedi altro video qui a partire dall’ottavo minuto)

Il compagno Ahmed, che ha gridato a Macron “liberate Georges Ibrahim Abdallah” è stato aggredito e arrestato con l’accusa di “aggressione ad una nazione straniera”. In questo momento nel centro di Tunisi è in corso una manifestazione per la sua liberazione.

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A sette anni dalla rivolta popolare tunisina, un’ulteriore conferma che la restaurazione del vecchio regime basato sullo Stato di polizia avanza sempre più.

 

Tunisia per la Palestina: sostegno popolare e ipocrisia della politica da palazzo

Dopo l’annuncio del presidente americano Trump di voler trasferire l’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme, riconoscendo quindi quest’ultima come la capitale dell’entità sionista di Israele, la Tunisia è stata attraversata da manifestazioni di sostegno. Anche il governo e gli esponenti dei principali partiti politici hanno formalmente condannato la mossa americana.

Sono stati principalmente gli studenti di ogni ordine e grado a scendere nelle strade di tutte le città del paese, da Nord a Sud, nelle grandi e nelle piccole città.

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Gli studenti universitari e dei licei organizzati dal sindacato studentesco UGET hanno organizzato diverse manifestazioni, ma anche i bambini delle scuole elementari uscivano dai loro stabilimenti in cortei spontanei con bandiere della Tunisia e della Palestina in testa, diretti da nessun adulto e muovendosi per le vie della città. In un caso abbiamo assistito anche al tentativo di alcuni di questi bambini di irrompere in un liceo per fare unire al corteo anche gli studenti più grandi!

Dopo i primi 2 giorni di cortei studenteschi anche l’UGTT ha indetto delle proprie manifestazioni, precedentmente aveva esortato i maestri e gli insegnanti a scioperare per permettere agli studenti di andare in corteo.

Sul piano della mobilitazione studentesca vi è stata una spaccatura tra il sindacato maggioritario UGET, emanazione dell’UGTT e storicamente organizzato da studenti di sinistra, progressisti, panarabisti (tra gli slogan “il sangue è uno il popolo è uno!” in riferimento al popolo arabo) e l’UGTE, il sindacato studentesco legato al partito degli islamisti di Ennahdha nato all’indomani della rivolta popolare del 2010/2011. Vi sono stati quindi nelle diverse città cortei separati. Stessa cosa è avvenuta nei cortei organizzati dall’UGTT in cui sono confluiti gli studenti dell’UGET e che hanno come punto di partenza e di arrivo le loro sedi locali, invece Ennahda e l’UGTE hanno organizzato cortei con epicentro le moschee al termine della preghiera del venerdi.

Gli studenti di sinistra, i sindacalisti di base e molti intellettuali accusano il partito islamista ma anche il suo partner di governo,  Nidaa Tunes da cui provengono il primo ministro e il presidente della repubblica, di ipocrisia e di non reale sostegno alla causa palestinese.

Il motivo è semplice, il governo si è rifiutato recentemente di approvare una legge che condanna la “normalizzazione” dei rapporti a tutti i livelli tra la Tunisia e Israele. In particolare Ennahdha, la branca in Tunisia del movimento internazionale dei Fratelli Musulmani e quindi gemellata con il suo omonimo palestinese di Hamas che si atteggia a sostenitore della causa palestinese, in questi ultimi giorni ha subito dure critiche che hanno ricordato uno per uno i deputati del partito islamista che in parlamento votarono contro questa legge. Inoltre gli islamisti tendono a porre la questione su un piano religioso piuttosto che su un piano politico, quindi la contraddizione del rapporto coloniale tra imperialismo (USA in particolare)/ Israele vs popolo palestinese viene spostato su quello di ebrei vs musulmani. Posta cosi la questione è totalmente fuorviante, si “dimentica” che il problema è il sionismo in quanto ideologia reazionaria e che vi sono ebrei antisionisti, inoltre questa impostazione ha delle ricadute negative in Tunisia e ha l’obiettivo di attaccare i tunisini di minoranza ebraica che si concentrano principalmente nell’isola di Djerba. Negli stessi giorni frange islamiste hanno proposto di interrompere il pellegrinaggio alla sinagoga Ghriba di Djerba che ogni anno attira pellegrini da tutto il mondo. Cosa molto grave durante un corteo islamista a Tunisi, in pieno centro hanno sfilato manifestanti con la bandiera nera utilizzata anche dallo Stato Islamico. Per tutti questi motivi i cortei hanno marciato separati.

Inoltre nei cortei degli studenti e dei lavoratori progressisti vi sono stati slogan contro il governo in generale, non solo contro Ennahdha, accusato come dicevamo di normalizzazione con l’entità sionista di Israele. Giusto il mese scorso durante il festival internazionale cinematografico JCC (Giornate del Cinema di Cartagine n.d.a.) un film in cui recitava un attore sionista era stato contestato ritardandone notevolmente l’orario di inizio, stessa cosa pochi mesi fa per la proiezione del film “Wonder Woman”. Si accusa quindi il governo di “normalizzare” i rapporti a poco a poco e innanzitutto sul piano culturale in maniera subdola, ma anche sul piano economico.

Per concludere, in generale vi è un forte sentimento popolare di solidarietà e sostegno verso il popolo palestinese, gli elementi politicamente più avanzati nel paese organizzando questo sostegno smascherano e attaccano i legami tra il governo e l’entità sionista in generale e igli islamisti in particolare che strumentalizzano la questione palestinese.

 

 

الحرية لجورج عبد الله ، الحرية للاسرى الفلسطنيين

17 juin

لجنة التضامن التونسية من أجل اطلاق سراح جورج ابراهيم عبد الله

محاصرة بوليسية شديدة وإستنفار أمني في محاولة لمنع الوقفة الاحتجاجية التي نظمتها لجنة التضامن التونسية من أجل اطلاق سراح جورج ابراهيم عبد الله يوم 17 جوان 2014 في العاشرة ليلا في شارع بورقيبة و أمام السفارة الفرنسية إحياء لذكرى اليوم العالمي للاسيرالثوري والمطالبة بإطلاق سراح الرفيق جورج عبد الله المعتقل في سجون الامبريالية الفرنسية منذ 34 عاما .الحضور المكثف للمتضامنين ومن بينهم ممثل الجبهة الشعبية لتحريرفلسطين بتونس وإصرارهم على مواصلة التظاهرورفع الشعارات والتصدي للإستفزازات كان الردّ المناسب لفرض التحراك التضامني.
الحرية لجورج ابراهيم عبد الله
الحرية لأحمد سعدات
الحرية لجميع الأسرى

SOLIDARITE’ A GABES POUR AHMAD SA’ADAT POUR LES JOURNEES D’ACTIONS DU 13 AU 15 JANVIER 2017

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Lundi  à Gabes certains étudiants et militants politiques et sociaux se sont réunis lors d’une réunion sur l’histoire dela cause palestinienne et en particulier du FPLP. il était présent un ancien militant du mouvement en cause qui a partagé avec le public sa «mémoire historique». Après la réunion a été exprimé sa solidarité avec le prisonnier politique à l’occasion de la journée internationale de soutien.

SFAX: ENORME MOBILITAZIONE POPOLARE CONTRO L’ASSASSINIO PER MANO SIONISTA DEL MILITANTE DELLA RESISTENZA PALESTINESE MOHAMED ZOUARI

Lo scorso 15 Dicembre l’ingegnere Mohamed Zouari e militante da anni nella resistenza palestinese é stato assassinato quasi sicuramente da agenti del Mossad davanti la sua abitazione a Sfax.

Mohamed Zouari negli anni ’90 preferi la via dell’esilio essendo un militante della fratellanza musulmana tunisina, duramente repressa dal regime di Ben Ali, si trasferi in Palestina dove milito’ nella componente della resistenza palestinese a lui più vicina ideologicamente ovvero Hamas.

Mise al servizio della resistenza palestinese la propria intelligenza e conoscenze tecniche e scientifiche contribuendo alla costruzione di droni.

Con la caduta del regime tunisino nel 2011 e la successiva amnistia verso gli oppositori politici, Mohamed poté rientrare in Tunisia ma in ogni caso preferi continuare a vivere in Medio Oriente, tra Turchia e Gaza, per continuare a fornire il proprio supporto alla Resistenza Palestinese.

Tuttavia questo mese era tornato nella sua casa natale a Sfax dove, pochi giorni dopo il suo rientro, viene freddato da decine di colpi di pistola dopo essersi appena introdotto nella propria automobile.

La dinamica dell’esecuzione, come l’utilizzo di silenziatori per le pistole ad esempio  e l’attività di Mohamed indicano chiaramente che il Mossad (i servizi segreti israeliani n.d.a.) é dietro l’assassinio.

Ad una totale “congiura del silenzio” da parte del governo tunisino (nonostante abbia il suo interno Ennahdha ovvero il partito che rappresenta la Fratellanza Musulmana in Tunisia, vero e proprio partito fratello del partito palestinese Hamas) é corrisposta un’ondata di indignazione nel paese da parte di tutti i settori democratici, progressisti e nazionalisti tunisini (oltre che alla base di Ennahdha ovviamente).

Tutte queste componenti hanno denunciato ancora una volta l’ingerenza di un’entità straniera (l’entità sionista) all’interno del paese. Non é la prima volta che l’entità sionista interviene direttamente in Tunisia calpestando la sovranità nazionale di questo paese, alla fine degli anni ’80 vi era stato il grave incidente di Hammam Chott con decine di morti e feriti.

Inoltre é stato anche denunciato l’atteggiamento servile del governo tunisino sempre pronto a prostrarsi dinnanzi all’imperialismo, al sionismo e alle potenze regionali straniere del golfo.

Infine il 24 Dicembre una grande mobilitazione popolare ha avuto luogo a Sfax con ben 4 manifestazioni di piazza contemporaneamente che hanno paralizzato la seconda e più grande città del paese.

Segnaliamo una organizzata dall’ UGTT con forte presenza di avvocati e composizione popolare, un’altra organizzata dall’ordine degli ingegneri e una dagli islamisti di Ennahdha.

In tutte le manifestazioni erano presenti un fiume di bandiere tunisine e palestinesi.

In particolare nella prima vi erano slogan contro l’entità sionista ed il diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese e anche slogan a favore della liberazione di Aleppo dal terrorismo islamista salafita ma purtroppo, a queste giuste rivendicazioni, hanno fatto da controaltare degli slogan a sostegno di Assad e alle forze legate al regime siriano.

La sinistra riformista tunisina e non solo, ha come componente strutturale del proprio riformismo/revisionismo la deviazione del panarabismo che oggi si concretizza con il sostegno a regimi arabi reazionari con la pretesa che essi siano “anti-imperialisti” come la Siria di Assad, l’Iraq di Saddam Hussein e la Libia di Gheddafi. Ma rimandiamo al futuro una critica organica alla deviazione del panarabismo presente nella sinistra riformista nei paesi del Nord Africa e del Medio Oriente e spesso sostenuta dai “rosso bruni” nei paesi imperialisti.

Infine da segnalare che pochi giorni prima vi é stata una mobilitazione sulla questione organizzata dalla comunità tunisina di Parigi, riportiamo il documento di convocazione:

 

Les associations démocratiques de l’immigration et les partis Tunisiens
dénoncent L’assassinat de Mohamed Zouari
Résistant Tunisien de la cause palestinienne
Assassiné par les sionistes israéliens à Sfax en Tunisie le 15/12/2016

Encore une fois les sionistes israéliens assassine des citoyens en Tunisie (la Tunisie a été meurtrie a plusieurs reprises: Bombardement à Hamam Chott le 1er octobre 1985 où sont tombés 50 Palestiniens et 18 Tunisiens, le meurtre d’Abou Jihad le 16 avril 1988).

Jeudi 15 décembre, des assassins ont tué par balles Mohamed Zouari alors qu’il quittait à bord de sa voiture son domicile à Sfax (pas moins de 20 impacts de balles).

Nous, associations démocratiques et les partis politiques de l’immigration tunisienne en France, présentons nos sincères et tristes condoléances à la famille du martyr. Nous dénonçons ce lâche assassinat et toutes les agressions permanentes contre le peuple palestinien et les militants qui soutiennent sa cause pour ses droits nationaux, contre l’occupant israélien, qui, dans le silence honteux et complice des pays européens, mène une politique coloniale abjecte.

Nous déclarons que ce lâche assassinat ne doit pas rester impuni, et dénonçons le silence des autorités tunisiennes qui refusent de pointer du doigt et de dénoncer le crime israélien

Nous exigeons, que le gouvernement tunisien saisisse le conseil de sécurité de l’ONU pour l’adoption d’une résolution condamnant fermement l’État colonial d’Israël pour la violation de son territoire et l’assassinat de Mohamed Zouari et déférant les dirigeants responsables et de cet acte abject devant la cour pénale internationale.

Israël viole la souveraineté nationale des pays et assassine les citoyens qui refusent sa politique raciste et coloniale en toute impunité, cela doit cesser.

Nous appelons toutes les forces éprises de paix et d’amitié entre les peuples, d’apporter leurs soutiens pour que justice soit faite et que les meurtres de l’État d’Israël soient condamnés fermement.

Exigeons tous ensemble que toute la lumière soit faite.

A bas les assassinats impunis de l’état d’Israël
Vive la solidarité avec la lutte du peuple palestinien pour tous ses droits
Rassemblement jeudi 22 décembre 2016 a 18 heures
Tous ensemble a la Fontaine des innocents

Rassemblement jeudi 22 décembre 2016
Tous ensemble a la fontaine des innocents
Fontaine des Innocents – Châtelet
Jeudi 22 Déc.2016 à 18h30

Signataires :

  • Association des Tunisiens en France – ATF
  • Assocaition Démocratique des Tunisiens en France – ADTF
  • Fédération des Tunisiens Citoyens des desu Rives – FTCR
  • Comité pour le Respect des Libertés et des Droits de l’Homme en Tunisie – , CRLTDH
  • Reseau Euro-Magrébin Culture et Citoyenneté – REMCC
  • Union des Travailleurs Immigrés Tunisiens – UTIT
  • Union des Tunisiens pour une Action Citoyenne – UTAC
  • Voix Libre
  • Le Pont de Genève

Partis politiques :

  • Front populaire France Nord,
  • Attayar France, Ettakatol France,
  • AlJoumhouri France,
  • Achaab France,
  • Al Massar France Nord
  • Tahalof France

Soutiens :

  • Association France Palestine Solidarité – AFPS
  • Association des Travailleurs Maghrébins en France – ATMF
  • Associaiton des Marocains en France – AMF
  • Associaiton des Citoyens Originaires de Turquie – ACORT
  • Droits Devant
  • Cedetim/ Initiative pour un Autre Monde – IPAM
  • Mouvement contre le Racisme et l’ Amitié entre les Peuples – MRAP
  • Ligue de Droits de l’Homme – LDH
  • Union Syndicale Solidaires
  • Ensemble
  • Parti Communiste Français – PCF

Palestine: URGENCE : NE LES LAISSONS PAS FAIRE !

 

URGENCE : NE LES LAISSONS PAS FAIRE !

ADEL SAMARA, prochaine victime ?

 

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Après l’assassinat de Nater Hattar en Jordanie et du dernier communiste d’Arabie Saoudite,  un autre communiste est aujourd’hui menacé : l’autorité Palestinienne s’attaque à Adel SAMARA – symbole de la résistance et du combat du peuple Palestinien et fervent opposant aux accords d’Oslo et à la normalisation avec l’entité sioniste.

Voici quelques passages du dernier message d’ Adel SAMARA sur sa situation :

« Vous m’accusez de rejeter la normalisation avec l’entité sioniste et de refuser le processus de soumission qui en est sous-jacent. Ce refus vous amène aujourd’hui à me trainer devant les tribunaux tout simplement parce que je rejette en bloc ce processus dans sa totalité. Tout cela, en outre, se fait avec en toile de fond un complot politique ouvertement organisé contre la cause Palestinienne depuis l’assassinat de Naji Al Ali.

 Un autre chef d’accusation lancé à mon encontre est en lien direct avec l’affaire du document intitulé « un cri de fond » – document qui a été rejeté par l’ensemble des organisations Palestiniennes en Syrie et que j’ai moi-même récusé. C’est pour l’opposition à ce document que je me trouve aujourd’hui convoqué auprès du tribunal. (…)

 Aujourd’hui, les faits par eux-mêmes montrent sans équivoque que la terre historique de Palestine est peuplée par les autochtones et par des colons ; chacune de ces composantes défend ses intérêts pour continuer à exister et à annuler l’existence de l’autre.

 Dans ma patrie qui est la Palestine, je me suis fait blessé, emprisonné et condamné maintes fois à des peines de prison. Rappelons simplement quelques dates : 1963, 1965, 1967, 1978, 1998, et aujourd’hui encore, on me traine devant les tribunaux. La cause et le coupable sont toujours les mêmes. Or, qu’en est-il l’ennemi et de sa démultiplication ? Y a-t-il quelqu’un qui les jugera ?

Pour toutes ces raisons, je suis donc appelé à comparaître, selon cette dernière convocation que j’ai reçue : « vous devez vous présenter au tribunal mercredi 19 octobre 2016, à 9h00 du matin, dans la région d’Albalouh, dans la ville de Bir ».

Cette situation impose d’apporter solidarité et soutien à notre camarade Adel SAMARA ainsi qu’à la cause qu’il défend, à savoir lutter contre la normalisation avec l’entité sioniste et pour la libération de toute la Palestine. Merci à toutes les forces progressistes et militantes qui feront connaître le plus largement possible la situation de ce camarade de lutte et qui pourront faire pression pour qu’il ne soit pas jugé pour ses idées justes et légitimes.

 

Paris, le 14 octobre 2016

Comité d’action et de soutien aux luttes du peuple Marocain

Tunis, 22 Octobre: Demonstration pour la liberation de George Ibrahim Abdallah

 

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تنظم اللجنة التونسية للتضامن من اجل اطلاق سراح جورج ابراهيم عبدلله و شباب ضد التطبيع و المكتب الاعلامي للجبهة الشعبية لتحرير فلسطين بتونس وقفة احتجاجية للمطالبة باطلاق سراح المناضل جورج عبد الله بمناسبة الذكرى 33 لاعتقاله في السجون الفرنسية يوم السبت 22 اكتوبر 2016 امام سفارة فرنسا بتونس العاصمة على الساعة الواحدة بعد الزوال 13:00

الحرية لجورج عبد الله

لحرية لكافة الاسرى الفلسطنين في السجون الصهيونية وعلى رأسهم القائد أحمد سعدات
ملاحظة : بداية التجمع في وسط شارع الحبيب بورقيبة ثم التوجه نحو سفارة فرنسا فكونوا في الموعد

L’event fb ici:

https://www.facebook.com/events/1633564300275155/

FPLP: la “leadership” palestinese che ha partecipato ai funerali del criminale di guerra Peres non rappresenta il popolo palestinese

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Rigiriamo dal sito “Palestinarossa.it” condividendo le critiche che il FPLP fa ai traditori di al-Fatah che egemonizzano l’ANP ma, aggiungiamo criticamente, che anche il FPLP dovrebbe fare una seria autocritica e domandarsi quale sia la strategia di lotta adatta in Palestina per far si che le “aspirazioni” del popolo palestinese si concretizzino. Crediamo che più in generale, tutta la sinistra palestinese dovrebbe guardare con interesse e spirito internazionalista alle attuali Guerre Popolari in corso, scambiare esperienze con esse e intraprendere la propria via specifica in Palestina in maniera creativa e adatta al contesto specifico.

La compagna Khalida Jarrar, leader del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, ha affermato che la presenza di una delegazione composta da membri della leadership palestinese, guidata dal presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas, al funerale del criminale di guerra Shimon Peres incarna l’umiliante relazione di questa sconfitta leadership con l’occupazione, dichiarando che tali burocrati non possono rappresentare le aspirazioni del nostro popolo.

In un’intervista con la radio Sawt al-Shaab la compagna Jarrar ha riportato: «Come può la guida di un popolo occupato partecipare ai funerali del colpevole di massacri contro la sua gente, tra cui l’attacco a Qana nel 1996, sapendo che questo criminale di guerra ha supportato anche la costruzione di nuovi insediamenti, ha proseguito lo sviluppo di armi nucleari ed è stato responsabile per l’uccisione del nostro popolo nei territori occupati della Palestina del ’48 durante la “Giornata della Terra” nel 1976?»

La Jarrar ha dichiarato che questa scelta da parte della leadership dell’AP è stato un insulto diretto alle madri dei martiri, ai prigionieri, ai feriti, a tutti coloro  a cui è stato demolito il proprio appartamento e a tutto il popolo palestinese che ancora soffre quotidianamente i crimini dell’occupazione. Ha anche osservato che le indegne giustificazioni arrivate dalla leadership dell’AP non riflettono in alcun modo le ambizioni del popolo palestinese. Il popolo palestinese è fiero e possiede una salda volontà, nonostante le circostanze difficili, ha proseguito la compagna.

Inoltre ha notato come ormai sia chiaro che la dirigenza dell’Autorità Palestinese sia impegnata in un approccio fatto da negoziati bilaterali, chiedendo agli occupanti di tornare ad un tavolo di trattative. Ha anche osservato che la partecipazione ai funerali Peres rappresenta anche un percorso verso la normalizzazione tra il mondo arabo e l’occupazione.

Infine la compagna ha esplicitato la toltale assenza di un approccio politico alternativo da parte della leadership dell’AP. È necessario esprimere un rifiuto popolare schiacciante per la partecipazione dei membri dell’Autorità palestinese ai funerali Peres. In oltre 70 anni il popolo palestinese non ha mai alzato bandiera bianca di resa e ha continuato invece a credere nell’intifada e nella resistenza all’occupazione.

La Jarrar ha ribadito che una leadership che partecipa ai funerali del criminale di guerra Peres non è adatta ad un popolo che ha offerto tanti sacrifici per la sua libertà.

Regrette la mort de Shimon Peres?

 

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Shimon Peres l’ancienne premiere ministre de l’etat sioniste est mort le 28/09/2016.

Il est responsable de crimes de guerre comme Parmi le bombardement, alors qu’il était Premier ministre, d’un camp de l’ONU près du village libanais de Cana en 1996. 106 civils libanais avaient été tués.

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Cana

Aussi de le bombardement en Tunisie de le siege de l’OPL a Hammam Chott (banlieue nord de Tunis) le 1er Octobre 1986, il y a 30 ans hier, avec 80 morts entre Palestiniens et Tunisiens, une centaines de blessés ainsi que des dégâts matériels. Le l’endemain de l’attaque Peres annonçait fièrement la mort de Yasser Arafat.

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Hammam Chott

Mahmoud Abbas, le président de l’Autorité palestinienne a defini Shimon Peres: “partenaire courageux pour la paix” c’est une example domment la direction de al-Fatah et de l’OLP adjourdhui a trahi la cause du peuple palestinienne.

L’editorial exprime les plus grandes félicitations pour la mort d’un criminel de guerre et ennemi du peuple palestinien et des peuples arabes et le monde entier.