Coronavirus in Tunisia, secondo aggiornamento – da domani la farsa del “Confinamento totale”.

In una situazione in cui il popolo tunisino prende da sé le proprie precauzioni, contro tutta la retorica razzista che descrive i tunisini come degli incoscienti che non capiscono la gravità dell’epidemia, fa da contraltare il ridicolo balletto istituzionale di annunci di dichiarazioni a cui seguono effettivamente dichiarazioni circa misure totalmente inadeguate o come nell’ultimo caso in cui la massima autorità dello Stato interviene pochi minuti per comunicare con un linguaggio pomposo…. Assolutamente niente!

Ieri sera infatti, dopo una suspense durata 24 ore in cui si attendeva l’annuncio dell’istaurazione di un coprifuoco totale 24h su 24h, il presidente si è limitato ad annunciare un “confinamento totale” in tutto il paese, senza spiegare il significato di tale locuzione.

Poche ore dopo il portavoce del governo ha tradotto in termini comprensibili quali sarebbero le novità:

divieto di spostamenti interurbani

chiusura di tutte le attività non necessarie e delle zone industriali con grandi concentrazioni operaie, i principali servizi resteranno aperti: alimentari, farmacie, banche, trasporti urbani, servizi pubblici di base ecc.

concentrazione delle riserve alimentari e delle medicine nelle scuole che saranno sorvegliate dall’esercito, ciò per evitare ulteriori speculazioni su alcuni beni come farina e aglio com’è successo in questi giorni. Intanto nel governatorato da sempre martoriato di Kasserine, si è assistito ad un primo caso di “spesa proletaria” in cui la popolazione ha assaltato un carico di farina non più disponibile sul mercato da una settimana.

Nessun coprifuoco h24, solo la raccomandazione del presidente di non uscire per futili motivi ma solo per recarsi ad acquistare beni di prima necessità.

Ancora una volta si rimane sul piano del tamponare l’emergenza con misure di isolamento/confino che vengono estese ma non si va al cuore del problema. Anche l’opinione pubblica ormai dà per scontato che la misura necessaria e sufficiente sia il confino individuale e molti richiedono a gran voce e spontaneamente un coprifuoco totale.

In realtà la misura principale per la risoluzione temporanea di questa emergenza sarebbe un massiccio investimento sul settore della sanità in primis per aumentare i posti letto, formare gli infermieri, assumere medici e investire nella ricerca scientifica.

Nelle dichiarazioni del Primo Ministro e del Presidente della Repubblica non c’è traccia di ciò.

Dei 16 milioni di dinari richiesti settimane fa dal Ministero della Sanità non si parla più e si è passati a metodi di fundraising individuali tramite Theleton che puntano tutto sul senso di colpa/solidarietà individuale sviando l’attenzione da chi detiene la vera responsabilità (capitalisti e governo).

Il piano economico straordinario ventilato giorni fa sarà reso noto tra poche ore.

Per attuare misure del genere, un paese semicoloniale come la Tunisia, attanagliato dal debito estero e dagli accordi con il FMI dovrebbe veramente fare passi coraggiosi nel senso della riappropriazione della sovranità nazionale come dichiarare l’insolubilità del debito estero e altre simili misure già esposte da una dichiarazione che riportiamo alla fine di questo articolo.

È evidente che un governo rappresentante una borghesia burocratico/compradora totalmente asservita all’imperialismo straniero (Francia e Italia in primis) non sarà mai in grado di servire l’interesse nazionale e popolare, ne consegue che solo la mobilitazione popolare e la messa in connessione di reti di solidarietà dal basso possa fare pressioni in tale direzione, per inciso è quanto mai urgente l’organizzazione politica della forza soggettiva rivoluzionaria adeguata alla condizione oggettiva del paese.

Oltre a tale necessità, pur con tutte le contraddizioni e seguendo a volte interessi particolari, la centrale sindacale storica UGTT ha sempre svolto un altro ruolo importante: quello di organizzare le lotte economiche, anche tramite le sue ramificazioni locali in maniera autonoma dalla segreteria nazionale (vedi rivolta dei minatori di Gafsa del 2008) ad oggi però, a fronte dell’attuale crisi scaturita dall’epidemia non sembra che vi siano segnali in tal senso. Solo la branca studentesca, l’UGET, si sta mobilitando contro una proposta antipopolare del ministro dell’Istruzione Superiore che ha proposta la ripresa dei corsi online il prossimo 30 marzo utilizzando una piattaforma telematica su cui è iscritto solo il 16% degli studenti universitari. Molti studenti non posseggono tablet e pc e chi vive nelle zone rurali non ha accesso a internet. Infatti la parola d’ordine del sindacato studentesco è quella di “garantire un’istruzione democratica e popolare” per tutti gli studenti. La proposta governativa sembra piuttosto un tentativo maldestro di concludere ufficialmente l’anno accademico infischiandosene delle reali condizioni del paese e dei suoi studenti.

Altro punto su cui far chiarezza: è prassi in Tunisia che per le principali ricorrenze quali giornata dell’indipendenza, della liberazione e dei martiri, il presidente della Repubblica accordi la grazia presidenziale ad alcuni (dei molti) detenuti in cella per pene minori. Ieri 20 marzo, anniversario dell’Indipendenza, oltre 600 detenuti sono stati scarcerati. In questa occasione il presidente ha annunciato che tale misura favorisce il miglioramento della situazione carceraria in questa fase di lotta al COVID-19. Cio’ è pura retorica in quanto nel paese permangono molti reati penali che potrebbero essere depenalizzati, inoltre nel corso dell’attuale inutile coprifuoco, cittadini colti in flagranza sono stati arrestati (è stata annunciata tolleranza zero nei giorni a venire) piuttosto che essere ricondotti al proprio domicilio: un’evidente contraddizione che alcune anime belle della sinistra riformista tunisina e italiana in Tunisia non hanno colto.

Sembra prendere invece forma l’iniziativa di cui si parlava in queste pagine pochi giorni fa circa una piattaforma stilata da medici, ricercatori, giornalisti e militanti in generale, pubblicata il 17 marzo 2020, di cui riportiamo la traduzione in francese. Attualmente è la prima iniziativa autonoma e indipendente dallo Stato da parte di membri attivi della società in prima linea nella lotta contro la diffusione del COVID-19 secondo le proprie forze e capacità, che quindi sosteniamo anche noi, comprese eventuali future iniziative collegate a tale dichiarazione, quanto mai necessarie a fronte della totale insufficienza e inadeguatezza delle misure prese dal governo Fakhfakh e dallo Stato. In grassetto un nostro breve commento ad un punto della petizione:

Nous demandons ces mesures pour faire face à l’épidémie de couronne en Tunisie :

Compte tenu de la propagation rapide de l’épidémie de couronne dans de nombreux pays du monde, en particulier les pays européens du sud. Parce que nous savons tous à quel point les équipements nécessaires dans le système de santé publique sont faibles, nous sommes dans l’initiative populaire pour faire face à l’épidémie de couronne, nous appelons d’urgence les mesures sanitaires et économiques nécessaires pour prévenir la propagation de l’épidémie dans notre pays et sauver la vie de milliers de notre peuple. De même pour veiller à ce que les groupes sociaux les plus vulnérables ne paient pas les conséquences économiques attendues à cette situation exceptionnelle.

Nous demandons donc que les mesures suivantes soient prises immédiatement :

#في_المجال_الصحّي_و_الوقائي:

Utiliser tous les cliniques privées afin d’assurer le plus grand nombre de familles que possible. Non seulement pour les situations qui nécessitent un relèvement mais aussi pour tous les cas de blessure dont la plupart ne nécessiteront pas de relèvement.

Intensification des analyses / tests médicaux pour tous les personnes soupçonnées d’être blessés (y compris ceux qui ont été mélangés et avant les symptômes) SEULEMENT L’OMS, il ne peut contenir la propagation de l’épidémie sans une connaissance précise et rapide Ne sois pas blessé

Suspension des cliniques extérieures et la préparation des hôpitaux publics pour accueillir un plus grand nombre de blessés dans la période à venir, ce qui nécessite leur réadaptation pour effectuer des analyses médicales en personnalisant un laboratoire dans chaque pôle hospitalier universitaire.

L’Hôtel et les espaces publics disponibles pour les opérations de quarantaine, sous surveillance de sécurité et sanitaire, pour les personnes soupçonnés d’être blessés. C’est pour garantir que l’épidémie ne se propage pas parce que la responsabilité de ceux qui ne respectent pas les procédures de quarantaine.

Toutes les usines compétentes pour fabriquer des masques médicaux et autres matériels, équipements et médicaments nécessaires pour assurer les besoins internes.

#في_المجال_الاقتصادي_والاجتماعي:

Imposition d’un état de quarantene globale au niveau du pays pendant deux à trois semaines.

Ce qui signifie que les citoyens restent chez eux et ne se dirigent pas au travail. Les catégories ci-après sont exclus :

Agents de santé médecins, pharmaceutiques, colleurs, réanimation et infirmières / responsables politiques / forces armées, sécurité et protection civile / employés dans les magasins de produits alimentaires ou dans les usines de production de produits alimentaires ou Agriculteurs, travailleurs agricoles / travailleurs postaux, ports et aéroports qui assurent les fournisseurs / bénévoles qui assurent les services nécessaires (en coordination avec l’état).

Dovrebbero essere inclusi anche i quadri sindacali che in questa fase devono attivamente difendere le condizioni dei lavoratori e non riportare passivamente le misure governative nei luoghi di lavoro.

Sarebbe più esatto specificare che gli agenti della sanità e farmacisti assurgano al rango di pubblici ufficiali in stretta coordinazione con i quadri sindacali e i rappresentanti di comitati popolari e dele associazioni di volontariato per assicurare la salute e i bisogni dei cittadini.

Fermeture de tous les boutiques sauf les magasins alimentaires, les pharmacies et certaines stations d’essence.

L’État garantit la distribution et la fourniture de denrées alimentaires pour toutes les villes et quartiers et assurer l’accès des vivres nécessaires à toutes les régions (vivres, médicaments, disques de gaz…) en particulier dans les taudis et les zones rurales reculées. Cela peut être fait par l’armée, les organisations bénévoles (Scouts, croissant-Rouge et initiatives citoyennes en coordination avec l’état).

Ces mesures extraordinaires auront sans aucun doute un coût et des conséquences socioéconomiques énormes.

C’est pourquoi nous demandons qu’ils soient réduits et leurs effets négatifs sur la majorité de la population, en adoptant les #résolutions souverains suivants :

Suspension du remboursement de la dette extérieure et le transfert de ses créances en monnaie difficile en acquisition de fournitures et équipements médicaux nécessaires. Ainsi que pour acheter les matériaux et les machines nécessaires pour fabriquer ce que nous pouvons faire localement.

Encourager et soutenir toute initiative de recherche visant à créer un noyau de fabrication locale de matériel médical.

La banque centrale délivre des liquidités financières suffisantes en monnaie nationale, qui sont déposés dans le trésor de l’état pour orienter les sommes nécessaires aux différents ministères (santé, transports, affaires sociales, éducation et éducation supérieure, armée…).

L’annulation d’amta quatre du chapitre 25 de la loi sur la banque centrale qui interdit à la banque de prêter ou d’acheter ses obligations à l’état.

Accorder une “Prime de protection au foyer” à tous les travailleurs / travailleuses qui seront obligés de cesser de travailler pendant la période du couvre-feu. En particulier les travailleurs / travailleuses non structurés dans des entreprises (par exemple : vendeurs de marchés hebdomadaires, travailleurs restauration et construction, travailleurs agricoles).

Augmentation de l’aide sociale destinée aux “familles défavorisées” et leur permettre de reporter les factures d’électricité, d’eau et d’eau.

Report du versement des allégations pour les titulaires de cartes d’identité fiscales (patinda) et report du remboursement des prêts à la consommation.

Empêcher les petites et moyennes entreprises d’expulser les travailleurs en échange de réduire les actions et leur permettre de transferts exceptionnels pour les aider à payer les salaires.

Cessation immédiate de fournir des matériaux de luxe (voitures, parfums, bananes, aliments pour animaux, alcool étranger et chocolat) pour fournir la monnaie difficile nécessaire.

Empêcher les grandes entreprises gagnantes (en particulier les télécommunications, les banques, les hydrocarbures) de faire sortir leurs bénéfices à l’étranger et de les bénéficier d’une réduction totale des performances si l’état ou aux organisations bénévoles (comme le croissant-rouge).

Imposer des restrictions aux transferts de personnes à l’étranger afin de préserver la monnaie difficile.

Prévenir la sortie des bénéfices des sociétés mondiales et des banques étrangères afin de préserver les devises difficiles.

Empêcher les organisations internationales d’expulser leurs employés et tout leur personnel, de transférer leurs fonds à l’étranger et les encourager à donner des ressources allouées aux activités qui seront annulées aux organisations locales qui s’engagent à l’épidémie.

 

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