La feccia umana Salvini sempre più odiato dal popolo tunisino

L’infame azione di propaganda elettorale razzista del segretario della Lega (che tutte le testate giornalistiche tunisine hanno giustamente definito “partito di estrema destra”) è grave non solo perché si aggiunge alla lista delle deplorevoli azioni criminali fascio-razziste dell’ex ministro degli interni per il quale lo stesso è attualmente indagato, ma perché è avvenuto con il pieno sostegno “logistico” di apparati dello Stato quali polizia e carabinieri.

Già durante il precedente governo in qualità di ministro degli interni Salvini utilizzava le forze di sicurezza pubblica come guardie del corpo private durante la campagna elettorale o sortite private, tale uso illegittimo si è riproposto questa settimana: le forze di polizia invece di impedire la provocazione razzista e altri eventuali reati ha invece tenuto alla larga alcuni contestatori antirazzisti che sono stati brutalmente allontanati impedendone quindi la libertà di espressione e di movimento. Al contrario si permette ad un razzista non solo di ricoprire un importante ruolo istituzionale ma si agevolano anche tali sortite squadriste.

D’altronde il problema ha radici ben più profonde che vanno oltre il “caso Salvini”, l’attuale governo PD-M5S infatti in piena continuità, a parte qualche sfumatura formale nelle dichiarazioni, ha rivendicato di fatto i “decreti sicurezza” partoriti dal precedente governo fascio/populista Lega-M5S e se andiamo leggermente un po’ più indietro nel tempo il precedente governo targato PD con l’allora ministro dell’interno Minniti aveva sfornato provvedimenti legislativi repressivi e anti-immigrati che hanno reso fertile il terreno a Salvini che ha completato l’opera.

Quindi il problema del razzismo, dell’attacco del diritto di sciopero dei lavoratori (alcuni di essi in lotta sono stati colpiti proprio in questi giorni dai decreti sicurezza con multe salatissime) che vive oggi l’Italia è inerente al sistema politico e ai principali partiti presenti in parlamento sia quelli di “destra” che sono al potere sia quelli di destra ed estrema destra che stanno all’opposizione, parlare oggi di “sinistra” all’interno del parlamento italiano e oggi totalmente fuorviante.

In Tunisia l’ultima provocazione del fascio-leghista ha provocato un’unanime indignazione, tutte le testate giornalistiche del paese hanno riportato l’accaduto sottolineando la protesta formale dell’ambasciatore tunisino in Italia nonché il fatto che la famiglia offesa a Bologna è sostenuta dalla comunità tunisina in Italia che sta adendo per vie legali contro Salvini avendo già nominato un legale. Vi è stata anche la proposta di impedire l’ingresso nel paese al senatore leghista dati i continui attacchi diffamatori al popolo tunisino, se questo non dovesse succedere, ad un’eventuale nuova visita di Salvini in Tunisia sarà organizzata una degna accoglienza.

Per quanto riguarda invece la comunità italiana in Tunisia, il Comites (Comitato degli italiani all’estero) in Tunisia, organismo rappresentativo ufficiale anche se con scarsi poteri, ha criticato l’accaduto definendolo “increscioso”, “inqualificabile” e  “rivoltante” e “gesto di xenofobia che oscura l’immagine degli italiani tutti e dell’Italia”, comunicato in gran parte condivisibile anche se per quanto detto sopra, l’Italia oscura dalle sé la propria immagine con le proprie politiche criminali anti immigrati e di intervento militare al servizio dei propri interessi in Libia, Iraq, Libano e recentemente nello Stretto di Hormuz (solo per limitarci all’area Mena).

L’attuale comunità italiana residente in Tunisia (circa 5.000 persone) è formata principalmente da due categorie: pensionati e imprenditori. I secondi sono per la maggior parte imprenditori falliti in Italia che vengono a “giocare facile” in Tunisia dove i costi d’impresa sono pressoché nulli: manodopera locale qualificata retribuita con l’equivalente di 100€ mensili, esenti dal pagare le tasse per i primi dieci anni, esenti dal pagare la dogana per l’importo di macchinari, possibilità di esportare il 100% dei profitti, senza considerare le agevolazioni del governo tunisino che stende un tappeto rosso per attirare investimenti stranieri il cui unico vantaggio per la Tunisia è quella di alleggerire lievemente la pressione sociale dato il tasso di disoccupazione medio reale intorno al 30% (ufficialmente del 15% ma in alcune aree arriva anche al 50%). I pensionati, così come anche gli imprenditori, invece risiedono principalmente in piccoli centri costieri quali Hammamet, godendosi il clima, il mare e la buona qualità della vita a costi irrisori.

Ebbene alcuni elementi di queste due categorie pur vivendo in Tunisia, beneficiando e facendo profitti in questo paese, sostengono elettoralmente la Lega, d’altronde Hammamet da quasi 30 anni è rifugio di feccia italica…

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