Breve commento sulla visita inconcludente di Di Maio a Tunisi

Il ministro degli esteri italiano Luigi Di Maio ha concluso ieri a Tunisi il suo tour in Nord Africa e Medio Oriente dopo aver già visitato Ankara, Il Cairo e Algeri nei giorni scorsi sulla questione libica.

In tutte queste tappa ha ripetuto come un mantra la formula “del cessate il fuoco immediato”; più recentemente è stato aggiunta la proposta di sviluppare in Libia un intervento con presenza militare ONU a guida italiana (come la missione Unifil in Libano a protezione del confine sionista).

L’incontro è stato breve e ha prodotto qualche dichiarazione di circostanza da ambo le parti: Di Maio ha parlato dell’importanza del ruolo dei paesi vicini alla Libia come “Tunisia e Algeria ma anche Marocco” da coinvolgere nella prossima Conferenza a Berlino (probabilmente il prossimo 19 gennaio) e di fantomatici proggetti per favorire i giovani tunisini a trovare un lavoro in… delle start-up (sic!). Dal canto suo il presidente tunisino Kais Saied ha dichiarato vagamente quanto sia importante mantenere i legami con un paese vicino quale l’Italia.

Un incontro pratiamente inconcludente, un goffo tentativo da parte di Di Maio in questo tour di fare gli interessi dell’Italia (leggi della borghesia imperialista italiana, senza grandi risultati).

Al contrario l’imperialismo russo coinvolgendo anche lo Stato fascista turco, sembra aver fatto ulteriori progressi nell’area: proprio nelle stesse ore in cui Di Maio svolgeva il suo tour tra il Palazzo presidenziale di Cartagine e un cocktail party all’ambasciata italiana, a Mosca Putin incontrava i due protagonisti della crisi libica, Serraji ed Haftar, proponendosi come principale attore della mediazione e guadagnando terreno rispetto agli imperialismi concorrenti in vista della Conferenza di Berlino della settimana prossima.

Resta in ogni caso la necessità per il popolo tunisino di respingere qualsiasi tentativo di ingerenza dell’imperiaismo italiano sul suo territorio e mire di qualsiasi tipo che l’Italia ha sul paese nord africano fin dalla propria nascita.

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