Mentre prosegue la farsa elettorale cresce la dipendenza economica e militare del paese.

Gli ultimi indicatori evidenziano come siano aumentati gli interessi sul debito estero tunisino di ben il 44% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (agosto 2018, il budget destinato dallo Stato ammonta a quasi 2 miliardi di dinari contro l’1,6 miliardi dell’anno precedente con un rialzo del 18%. Per quanto riguarda invece la quota parte riservata al pagamento di una tranche del debito estero, lo Stato tunisino ha destinato ben 3,4 miliardi di dinari tunisini (oltre un miliardo di euro, con un rialzo del 54% rispetto all’anno precedente (2,2 miliardi di dinari tunisini ovvero 687 milioni di euro).

Intanto Stephne Townsend, il capo del Comando Militare degli USA in Africa (Africom) recatosi in visita nel Paese per 3 giorni, ha incontrato il ministro della difesa tunisino e responsabili militari in diverse basi in cui è presente una cooperazione militare tra i due paesi, dichiarandosi pienamente soddisfatto dei risultati con il partner nordafricano.

Negli ultimi anni si vocifera dell’esistenza di basi militari americane segrete sul territorio tunisino in prossimità della frontiera libica, cio’ è stato sempre negato ufficialmente dal governo, cio’ che è certo è che cio’ che è stato definito “cooperazione militare” da Townsend, altro non è che un incremento dell’egemonia militare americana in Tunisia, piccolo paese ma importante “cerniera geostrategica” tra il gigante algerino e la contesa Libia. E’ inutile aggiungere che anche tale cooperazione militare è in parte causa diretta dell’aumento del debito estero del paese.
Cio’ è stato ben espresso recentemente nel comunicato redatto da quattro partiti e organizzazioni rivoluzionarie in cui si fa appello al boicottaggio delle prossime elezioni presidenziali e legislative: “La droite religieuse représentée par Ennahda , en collaboration avec la droite libérale représentée par Ennida et autres partis et fractions destouriennes, soutenus par la gauche réformiste sont ensemble responsables du chaos social et de la dépendance nationale et de l’indignité des tunisiens au profit de l’impérialisme mondial et du sionisme ce qui engendre la contradiction totale entre le régime réactionnaire et les masses populaires ,le surgissement des grèves et des insurrections successives dans la plupart des régions qui mettent en question l’existence du régime intégriste/destourien en place ,qui sans le soutien impérialiste réactionnaire aurait eu le même sort de Ben Ali en janvier 2011 .
Tale campagna di boicittaggio elettorale si sta sviluppando in diverse città del paese portando avanti la denuncia dell’ingerenza imperialista nel paese con la complicità delle elites locali, con l’obiettivo di organizzare un nuovo polo rivoluzionario alternativo che diventi forza agente di un radicale cambiamento del paese.

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