Morte di un giovanissimo ultras: il fratello e altri testimoni oculari accusano la polizia

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Amor Laabidi era un giovanissimo ultras di 19 anni del Club African (una delle due principali squadre di calcio di Tunisi) domenica a margine della partita tra CA e l’Olimpico di Medenine, allo stadio di Rades (lo stadio della capitale) il giovane sarebbe stato costretto da parte di alcuni poliziotti antisommossa di buttarsi da un ponte nel fiume sottostante, il giovane avrebbe detto agli agenti di non sapere nuotare ma, quest’ultimi lo avrebbero picchiato e costretto comunque a gettarsi. Amor è morto annegato.

Infine i poliziotti avrebbero anche costretto alcuni giovani presenti sul posto a cancellare un video dell’accaduto dai loro telefoni.

Il fratello del giovane, tutta la sua famiglia e alcuni testimoni oculari confermano questa versione dei fatti e accusano apertamente la polizia di colpevolezza promettendo una battaglia legale.

Recentemente i “sindacati” di polizia avevano fatto pressione sul parlamento per adottare un testo di legge “a difesa delle forze dell’ordine”, cio’ suona strano alla luce non solo di quest’ultimo fatto ma anche di molti episodi analoghi precedenti, uno su tutti, “l’assedio” di decine di poliziotti al tribunale di Ben Arous (Grande Tunisi) lo scorso 28 febbraio durante il processo a cinque loro colleghi accusati di tortura, inoltre molte organizzazioni internazionali di difesa dei diritti umani hanno denunciato poche settimane fa la quasi totale impunità delle forze dell’ordine in Tunisia.

 

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