TUNISIA ELEZIONI PRESIDENZIALI IN UN CLIMA DA STATO DI POLIZIA – ANCORA REPRESSIONE CONTRO I RIVOLUZIONARI MAOISTI

1maggio

Oggi si stanno svolgendo le elezioni presidenziali in Tunisia, i media di tutto il mondo stanno presentando l’evento come il coronamento della democrazia nel paese e l’atto finale del “periodo di transizione” che porterà alla formazione del nuovo governo e alla “stabilità politica” nel paese.

Questa è la propaganda della borghesia che a livello internazionale in questo momento sostiene in blocco tutte le tendenze della propria classe nel paese nord-africano.

In Tunisia il clima di unità tra le forze borghesi di varia natura non è differente, tutte le forze parlamentari da Ennahda (islamisti) a Nidaa Tounes (laici legati all’ex regime), al Fronte Popolare (socialdemocratici sedicenti marxisti) stanno partecipando al processo elettorale che di fatto sta restaurando il vecchio potere di Ben Alì senza Ben Alì (Nidaa Tounes ha già ottenuto la maggioranza relativa alle legislative è il suo leader Essebsi è tra i due favoriti come futuro presidente tra 27 candidati).

L’unica forza di vera opposizione popolare è rappresentata dalla sinistra di classe marxista-leninista-maoista. Differenti partiti e organizzazioni maoiste a inizio ottobre hanno unito le forze dando vita ad un Comitato di Boicottaggio Elettorale già preso di mira dalle forze reazionarie e dallo stato di polizia tunisino (per maggiori info leggiQUI ).

Ieri alla vigilia delle elezioni presidenziali la repressione ha colpito il segretario generale del Partito Democratico Nazionale dei lavoratori (più laboriosi in tunisino n.d.r.). In un clima di “lotta al terrorismo” interno indicato dal governo nel gruppo salafita di Ansar al-Sharia, lo stato di polizia tunisino sembra rispolverare “vecchi” metodi per zittire anche la reale opposizione popolare e di classe con reale radicamento tra le masse popolari e lavoratrici, questo è inaccettabile altro che democrazia!

Questa è l’ulteriore conferma di come il boicottaggio elettorale attivo rappresenti il nemico principale per tutte le forze parlamentari tunisine.

Esprimiamo massima solidarietà al compagno Farid e a tutti i compagni tunisini colpiti dalla repressione, invitiamo inoltre tutte le forze anti-imperialiste del nostro paese a divulgare la notizia e ad esprimere solidarietà militante ai rivoluzionari tunisini.

proletari comunisti-PCm Italia

Di seguito la traduzione non ufficiale del comunicato dei compagni:

“Lo stato di polizia ritorna in Tunisia…

Appena un’ora dopo che è il comunicato sul boicottaggio delle elezioni presidenziali è apparso stamattina, 30 poliziotti, alcuni di loro coperti da passamontagna, hanno arrestato il compagno Farid El Alibi il segretario generale del Partito Democratico Nazionale del lavoratori (più laboriosi in tunisino n.d.t.), tutto questo mentre il compagno era nella sua macchina sulla strada Sfax-Mahdia, hanno perquisito la sua macchina con lo scopo di incriminarlo ma non hanno trovato niente di illegale, alcuni cittadini si sono avvicinati alla macchina e il compagno ha denunciato per un po’ gli abusi della polizia. Quindi la polizia ha trasferito il segretario generale alla stazione di polizia di El Bosten B dove è stato trattenuto per due ore.”

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