SPECIALE ELEZIONI TUNISIA 4- RILASCIATI I 3 RIVOLUZIONARI ARRESTATI DURANTE IL VOLANTINAGGIO PER IL BOICOTTAGGIO ELETTORALE

Stiamo seguendo da vicino le elezioni in Tunisia, le prime dopo la promulgazione della nuova costituzione lo scorso febbraio. Presto un nostro articolo/valutazione generale sul risultato elettorale (che sarà divulgato domani) sulle forze in campo.  Intanto un aggiornamento dalle “nostre” ovvero i compagni rivoluzionari tunisini che hanno dato vita al Comitato di Boicottaggio Elettorale. I 3 compagni arrestati lo scorso 23 Ottobre durante un volantinaggio nella capitale a Piazza Barcellona, sono stati rilasciati dopo qualche ora con l’obbligo di presentarsi in tribunale qualche giorno dopo con l’accusa di “riunione non autorizzata” riferendosi all’assemblea che lo scorso 11 Ottobre ha dato vita al Comitato per il Boicottaggio delle elezioni, e di aver “distribuito dei volantini senza autorizzazione”.

Di seguito un breve video/intervista dei 3 compagni che commentano i fatti relativi al loro arresto.

Il video è in dialetto tunisino ma segue un commento/traduzione riassuntivo di ciò che viene detto.

video

La compagna che parla all’inizio del video racconta la dinamica dei fatti: stavano distribuendo questi volantini di boicottaggio delle elezioni alle 4 del pomeriggio alla stazione ferroviaria a Piazza Barcelona, quando li hanno contattati 2 giornalisti francesi e 1 tunisino di Canal plus e li hanno ragiunti. Mentre li stavano per filmare un gruppo di Ennahda li ha circondati e fatti sparpagliare, il gruppo si è sciolto e quando hanno cercato gli altri hanno scoperto che li avevano portati alla caserma di polizia. Li hanno aspettati davanti la caserma fino alle 10 di sera ma non li hanno rilasciati.

Poi nell’immagine si vede il gruppo che aspetta i loro compagni che dovevano essere interrogati con 2 avvocati al tribunale di Bab Bnet vicino la Casbah.

L’altro compagno che parla dice che in caserma è venuto ad interrogarli un tizio del ministero degli interni, continua dicendo  che non capisce con che diritto questo ha il potere di fargli delle domande. Dice che questo fatto sottolinea la questione della libertà di azione in questo Paese: il gruppo di Ennahda che li aveva circondati alla stazioone si è rivolto a loro con aria minacciosa guardandoli come criminali. Il tizio che li ha interrogati voleva sapere da quando facevano boicottaggio, quanti volantini hanno distribuito ecc…

Il compagno adulto invece dice che lui boicotta le elezioni perchè è vicino al popolo. Il popolo capisce che da queste elezioni non riceverà niente ma che si tratta solo di un gioco condotto da Francia, USA, Germania, Qatar.

Le elezioni non risolveranno il problema della disoccupazione giovanile (1 milione di persone) Poi dice che organizzano iniziative di boicottaggio da molto tempo.

Hanno pubblicato libri, articoli e hanno una sede.

Infine l’ultimo compagno  dice che vogliono porre fine alla “mala politica” e vuole una condizione in cui la guida è popolare (sha3bya) perchè il parlamento che si formerà sarà composto dai collaboratori di Ben Alìe da Ennahda quindi dalla politica corrotta. Perciò loro boicotteranno le elezioni, perchè stanno dalla parte dei poveri.

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